Bottiglia 500 ml Galenia Aloe Arborescens Frei Romano Zago è un complemento alimentare a base di Aloe Arborescens e Miele di Acacia.
L’Aloe arborescens è una pianta nota per le sue molteplici proprietà, tra le quali ricordiamo l’attività a livello gastroenterico, la sua azione depurativa e l’attività di riequilibrio intestinale del metabolismo. Queste importanti proprietà la rendono un valido aiuto per il mantenimento del fisiologico benessere dell’organismo.
L’Aloe Arborescens che ne costituisce la parte attiva è menzionata nella bibliografia internazionale per essere un coadiuvante naturale importante per vari aspetti salutistici.
Il suo impiego, come per tutti gli integratori, deve essere corretto seguendo le indicazioni riportate sulle confezioni. E’ consigliabile assumere il prodotto nelle quantità di un cucchiaio da cucina o un misurino (10 ml) con qualche minuto di anticipo rispetto ai pasti principali (3 volte al giorno), agitando sempre il flacone prima dell’uso.
Non eccedere nell’uso.
Si raccomanda la corretta conservazione del prodotto, possibilmente al riparo da luce e calore e, dopo apertura, possibilmente in frigorifero. Gli integratori non vanno intesi come sostituto di una dieta variata.

L’Aloe impiegata in tutte le nostre preparazioni è Aloe Arborescens, testata e riconosciuta come la più ricca di principi attivi benefici tra le oltre 200 varietà diffuse nel mondo.
Le piante da noi utilizzate sono coltivate secondo tecniche di produzione tradizionali, totalmente rispettose dei ritmi biologici dettati dalle stagioni e dalla natura e che non prevedono alcun tipo di trattamento delle serre. Tutte le foglie di Aloe Arborescens destinate alle nostre preparazioni sono di esclusiva origine italiana, in modo tale da garantire la massima freschezza al momento dell’uso, oltre che rendere possibile la lavorazione immediatamente dopo la raccolta.
Il miele di acacia è un prodotto straordinario e un ottimo energetico, da sempre raccomandato a chiunque sia interessato ad una alimentazione naturale. Grazie al suo elevato contenuto di zuccheri semplici è facilmente assimilabile dal nostro organismo.
Il preparato è un complemento alimentare ottenuto miscelando le foglie intere fresche di aloe arborescens e il miele di acacia attraverso un rigoroso processo a freddo, capace di garantire il mantenimento delle qualità naturali dei prodotti impiegati.
In ragione delle caratteristiche dell’Aloe e del Miele utilizzati, il preparato può presentare variazioni negli aspetti organolettici che gli sono proprie.

 

Questo libro è la testimonianza di Padre Romano Zago e di come una ricetta na­turale da lui scoperta, ricavata dall' "Aloe arborescens", abbia guarito numerosi casi di tumore.

All'interno del libro il lettore potrà trovare l'esperienza da lui raccontata, la com­posizione del preparato e studi effettuati in merito a tale pianta, dagli straordinari poteri curativi.

Numerosi trattati medici e scientifici confermano da anni le qualità antiossidanti dell'aloe, in particolare della specie "arborescens".

Padre Romano Zago si imbattè molti anni addietro, in questa ricetta, tramandata oralmente nei paesi poveri del Brasile (dove spesso manca la possibilità economica di usufruire di cure mediche specialistiche) e, testimone della sua efficacia, decise da allora di divulgarla a li­vello internazionale, anche tramite questo libro, tradotto in molti paesi europei, che già da lungo tempo fa parlare e discutere.

Senza nessuna volontà di fornire un trattato che sia una prescrizione medica, si vuole invece divulgare una testimonianza supportata da studi medici, che può offrire uno strumento in più sia di prevenzione, che di cura.
Chi è Padre Romano Zago?

Nato in Brasile, nell'attuale comune di Progresso, l'11 aprile del 1932, Romano Zago, ascendenti italiani, entra appena undicenne nel seminario Serafico "San Francesco" di Taquari dove porta a termine gli studi. Diviene novizio nel 1952. Studia filosofia a Daltro Filho e Teologia a Divinipolis, in Mato Grosso, e viene ordinato sacerdote nell'ordine dei Frati Minori. È presto nominato professore presso il seminario di Taquari dove aveva iniziato i suoi studi, nel 1971 si laurea anche in lettere ed insegna Francese, Spagnolo, Portoghese e Latino nelle varie case del suo ordine. Nel 1991 viene inviato a prestare il proprio servizio in Israele, dove prosegue nell'insegnamento ai giovani.
Oggi vive e lavora in Brasile, dove è tornato al termine della sua missione in Terrasanta.

 

 

Una bevanda "straordinaria"

È in Israele che Padre Romano elabora la sua scoperta. L'aloe , o Babosa, presente in abbondanti quantità nella regione, è la "materia prima" su cui egli concentra la propria attenzione, nei momenti liberi. "Conoscevo già la pianta - dichiarerà in seguito il religioso - in Brasile, mia madre ce la dava sempre come lenitivo, quando da bambini ci ferivamo giocando o per tante piccole cose legate ai guai fisici. Ma allora non credevo che una pianta così piccola e diffusa potesse avere un potere guaritivo così grande".
Mescolando il succo ricavato dalla frullatura delle foglie della pianta con semplice miele d'api e grappa, ottiene un composto dalle proprietà guaritive straordinarie. I suoi primi "pazienti", cui Padre Romano dona alcune dosi della bevanda, sono alcuni cittadini indistintamente di religione cristiana, ebraica, musulmana.

La ricerca di Padre Romano Zago è pubblicata sulla nota rivista "Terra Santa" e su altre riviste specializzate e di rilievo. È l'inizio della notorietà per il frate francescano e il suo elisir di lunga vita. Rientrato in Brasile nel '95, Padre Romano Zago divulga ulteriormente la sua formula, e comincia a dedicarsi in modo continuativo alla sua sperimentazione e alla cura degli ammalati più gravi e disperati. Convinto dalle numerose guarigioni straordinarie, raccoglie la sua esperienza nel libro “O cancer tem cura” (“Di cancro si può guarire”, edizione italiana Adle edizioni, Padova), in cui Padre Romano espone con semplicità e chiarezza, la pratica della cura della “malattia del secolo” attraverso la sua bevanda a base di Aloe. Se alcuni sono guariti avvalendosi di questo metodo semplice ed economico, perché non offfrire questa stessa opportunità a più persone? Ecco il mio unico obiettivo”, spiega nel suo libro Padre Romano Zago.

Nel volume, tra gli altri capitoli dedicati a spiegare la forza del preparato anche rispondendo con precisione ad alcune tra le più comuni domande che possono sorgere di fronte alla portata rivoluzionaria del prodotto, spicca il capitolo “Internazionalizzazione della formula”. In esso viene spiegato come il preparato a base di Aloe ha trovato via via accoglimento in molti paesi, acquisendo dignità di cura completa contro gravi malattie, e vengono riportate numerosissime testimonianze di persone guarite perfettamente grazie all'assunzione del preparato.

Padre Romano Zago nel 1998 ha concesso l'autorizzazione ad un'industria brasiliana a produrre in suo nome il preparato a base di Aloe. È da qui che prende il via la storia dell' “Aloe di Padre Romano Zago”, bevanda fedele alla formula orig inale, e commercializzata in numerosi paesi.
Nello stesso anno veniva istituita la Fondazione "Fra Romano Zago", che oltre ad essere attiva nel sostegno a persone in difficoltà e nella solidarietà in genere, conduce un'intensa attività di diffusione e ricerca sui vantaggi e sulle proprietà curative dei prodotti naturali, fra cui l'Aloe ha, ovviamente, un posto di primo piano.


Come il padre arriva alla formula

“Onestamente non ho la pretesa di essere considerato il creatore o l' inventore del metodo. Tanto meno di presentarmi come il pioniere, o in altre parole, come il primo che ha applicato questa forma con esito positivo. Questo infatti non corrisponderebbe a verità. Altri, molto prima di me, dovrebbero arrogarsi, giustamente, tale diritto”. (“Di cancro si può guarire”, edizioni Adle, Padova, pag. 5).
Con queste parole, Padre Romano Zago vuole sottolineare il fatto di essere stato il principale diffusore, non l'inventore della formula che ha, in realtà, messa a punto avendola tratta dalla saggezza popolare, dalla gente delle baraccopoli in cui si trovava ad operare e dall'insegnamento di altri padri francescani, fra tutti padre Arno Reckzigel, Padre provinciale durante il suo incarico presso Rio Grande do Sul.
Il merito di Padre Romano Zago, questo umile ma instancabile frate francescano, è quello di avere perseguito, con grande determinazione e costanza, la diffusione del preparato a base di aloe, da lui perfezionato, prima attraverso la somministrazione diretta, ad infinite persone che si recavano da lui desiderose di ottenere almeno una speranza di guarigione nel momento difficile della “malattia del secolo”, per loro stesse o per i loro familiari; e poi con diverse pubblicazioni che hanno reso nota la formula dell’Aloe di Padre Romano Zago anche in Occidente, tra cui “O cancer tem cura”, il libro che in Italia è edito dalle edizioni Adle di Padova col titolo “Di cancro si può guarire”.


Perché gli ingredienti 

Il particolare successo della formula è dovuto ai suoi tre ingredienti: l'aloe innanzitutto, e poi il miele e la grappa. Perché questi ingredienti, come mai miele e grappa (o cognac, o brandy) ad accompagnare le proprietà dell'aloe? “La spiegazione è semplice” dirà lo stesso Padre Romano. Ed in effetti è così. Il miele infatti, sempre che si tratti di miele d’api, naturale e non (troppo) trattato, ha la proprietà di veicolare, di condurre le sostanze curative contenute nel succo d’aloe, fino ai recettori più remoti del nostro organismo, consentendo al preparato di esercitare la sua azione benefica. 
Quanto alla grappa, essa effettua un'azione di vasodilatazione, ovvero allarga i vasi sanguigni facilitando la depurazione generale dell'organismo. Il sangue può così purificarsi, eliminando le sostanze infettanti. Inoltre, l'organismo umano non sarebbe in grado di assorbire integralmente il liquido viscoso e ricco di proprietà, ovvero l'aloina, che sgorga quando si incide una pianta di aloe, senza scioglierlo in un distillato. 

Come si prepara e si assume - le reazioni del nostro organismo 

Ed ecco la formula definitiva dell'Aloe di Padre Romano Zago.

 

 

INGREDIENTI:
Mezzo chilo di miele d'api (miele biologico di acacia)
40-50 ml (circa 6 cucchiai) di distillato (Grappa, Cognac, whisky, etc.)
350/400 grammi di foglie di Aloe Arborescens.

COME SI PREPARA?
La risposta la fornisce lo stesso Padre: “Togliere le spine dai bordi del le foglie e la polvere depositatasi, utilizzando uno straccio asciutto o una spugna. Tagliare a pezzi le foglie (senza togliere la buccia) e metterle nel frullatore assieme al miele e al distillato prescelto. Frullare bene e il preparato è pronto per il consumo. Non va filtrato, né cotto, ma solo conservato con cura in frigorifero all'interno di un barattolo scuro, ben chiuso”.
Le dosi che il padre consiglia prevedono l'assunzione di un cucchiaio da tavola una mezz'ora prima di ciascuno dei tre pasti principali. Il prodotto va agitato bene prima dell'uso. Concluso il primo barattolo, è il caso di sottoporsi ad una visita medica per capire lo stato della malattia. In base al responso, dopo una pausa di alcuni giorni, si potrà ripetere il ciclo di cura, fino all' eliminazione del male.
L'aloe utilizzata deve essere una pianta matura, quindi di almeno quattro anni, ed è importante che anche il miele sia di ottima qualità e soprattutto naturale, proprio a causa della sua caratteristica di “trasportatore” delle sostanze benefiche contenute nell'aloe.
Quanto alle reazioni che la somministrazione dell'aloe può dare, Padre Romano Zago precisa che esse non devono spaventare. Rappresentano infatti l’espulsione, la liberazione completa da parte dell'organismo delle sostanze impure, e soprattutto, quando si verificano, hanno una durata limitata, da uno a tre giorni al massimo.
In chi assume la bevanda a base di aloe si possono dunque verificare eruzioni cutanee, oppure diarrea o nei casi più accentuati, conati di vomito: ma il tutto, secondo Padre Romano, indica che si è sulla buona strada, e che gli sforzi fatti iniziano a dare i propri frutti. Tutti possono assumere il preparato, anche se esso è sconsigliato soltanto alle donne in stato di gravidanza, per la loro particolare condizione.


 
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