CURCUMA
 

Altro fitoterapico di primo ordine è la Curcuma(Curcuma longa) o Zafferano delle Indie che appartiene come anche lo Zenzero, alla famiglia delle Zinziberacee. Il nome deriva dal Sanscrito “Kum-Kuma” e viene da tempo impiegato sia nella medicina Ayurvedica che Cinese, come depurativo generale e digestivo nei disturbi sia epatici e della colecisti, che in quelli enterici e nella flatulenza.

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 Viene utilizzato inoltre in forme febbrili ed infettive deprimenti, dando il valore di energetico YIN terapeutico, al giallo rizoma. Il rizoma della Curcuma contiene circa il 3% di curcumina, un polifenolo inibitore della ciclossigenasi-2 (COX-2), della lipogenasi (LOX) e del fattore kappaB (NF-kappaB) oltre che delle molecole ad attività pro infiammatoria definite AGE. Per tornare alle proprietà terapeutiche della curcuma, ( ai “Naturopati” piace parlare della pianta nel suo insieme sia strutturale che terapeutico) l’azione terapeutica è data appunto dalle inibizioni enzimatiche sopra accennate. In ogni processo infiammatorio si assiste infatti ad un forte incremento dell’attività di dette “– genasi ” con conseguente liberazione di prostaglandine e leucotreni, molecole queste pro infiammatorie, responsabili tra l’altro, delle alterazioni della motilità intestinale, alla base della sintomatologia del cosi detto colon irritabile.

Questo è l’aspetto antinfiammatorio che ci interessa ora strettamente parlando delle “coliti” ma la portata dell’argomento è assai più vasto ed importante. Altre proprietà interessanti quella colagoga, coleretica e spasmolitica delle vie biliari che comporta un miglioramento della produzione ed immissione di bile nel lume intestinale con marcati benefici digestivi. La Curcuma è d’aiuto anche nelle parassitosi intestinali.

Numerose piante contenenti polifenoli trovano impiego in Medicina Naturale (ma sempre più anche in quella così detta Accademica) in quanto in grado di ridurre gli stati infiammatori ed aumentare la resistenza alle malattie infettive. Tra i polifenoli si trovano gli isotiocianati, quelli A di allile (aglio) oppure F di fenile. Gli isotiocianati contengono nella loro struttura un atomo di zolfo; tra queste molecole ricordiamo il sulforafano presente nelle piante appartenenti alla Famiglia delle Crucifere, quali i cavoli, broccoli, ravanelli ecc.(i germogli dei broccoli possono contenere quantità di sulforafano 100 volte superiori rispetto al broccolo maturo!). Il sulforafano ed in senso più lato gli isotiocianati sarebbero responsabili della conclamata azione antivirale e forse antiumorale in quanto capaci determinare la morte delle cellule neoplastiche bloccandone i meccanismi di replicazione e trascrizione del codice genetico e inducendo l’apoptosi cellulare. (morte lenta da carenza strutturale).

Concludendo vi consiglio un buon piatto di riso Basmati, rigorosamente integrale, condito con zenzero e curcuma(curry), seguito da un sano yogurt naturale estemporaneamente arricchito con mirtilli e noci.

Buon appetito ed ottima salute a Voi.


 
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