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POTABA bustine, capsule, farmaco galenico in Italia

un aiuto per la fertilità e per la malattia di Peyronie

Se stai cercando un farmaco o integratore a base di potassio para-aminobenzoato ( POTABA bustine, capsule, ecc..) ad una dose personalizzata, sappi che può essere preparato su misura direttamente dal Farmacista Galenista, nel suo laboratorio Galenico.  
Cos’è il potassio para-aminobenzoato o POTABA?
Il potassio para-aminobenzoato (POTABA) è un elemento vitaminosimile essenziale per diversi processi metabolici in quanto, sottoforma di acido para-amino benzoico (PABA), risulta essere un componente costituzionale dell’acido folico (vitamina B9).
L’assunzione di POTABA sembra essere utile nel trattamento di diverse patologie tra le quali la sclerodermina, la vitiligine e la malattia di Peyronie.
Cos’è la malattia di Peyrone, per cui usare il POTABA?
Per la malattia di Peyronie, il POTABA bustine o capsule sembra avere un ruolo chiave nel contrastarne la patogenesi ed i sintomi ad essa correlati. La malattia di Peyronie è caratterizzata dalla formazione di placche di materiale fibrotico all’interno dei corpi cavernosi del pene, le quali ne contrastano la normale elasticità determinando alterazioni erettili associate a dolore localizzato.
La causa di tale patologia non è nota, seppur i piccoli traumi, sportivi o accidentali, sembra ricoprano un ruolo fondamentale nella sua insorgenza.
L’utilizzo del PABA e del suo derivato (POTABA) sembra anche essere in grado di contrastare l’infertilità, attraverso la stimolazione dell’attività estrogenica, anche se non è da escludere l’importante ruolo che ricopre questa sostanza come agente antiossidante. Diversi studi hanno constatato una diretta correlazione tra uso di PABA e POTABA bustine ed aumento della fertilità femminile.
Per chi volesse approfondire, ecco alcuni link:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9885000
http://www.netdoctor.co.uk/medicines/skin-and-hair/a7373/potaba-potassium-para-aminobenzoate/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9422444
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15774254
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24183994
Il Laboratorio della Farmacia Tolstoj può allestire delle capsule o bustine a base di potassio para-aminobenzoato (POTABA) a diverso dosaggio (importantissimo!), specifici per ogni tipologia di patologia precedentemente descritta.
La preparazione di bustine o capsule galeniche a base di questo attivo permette di:
realizzare delle capsule con un dosaggio personalizzato di Farmaco (il dosaggio giornaliero può variare dai 100 mg ai 3 grammi totali ripartiti in diverse somministrazioni giornaliere), a seconda dell’indicazione medica
l’associazione con altri principi attivi o sostanze che possono supportare l’azione farmacologica, ad esempio la vitamina E e/o del gruppo B
l’assenza di sostanze allergizzanti o intolleranti per il paziente (es. lattosio); addirittura è possibile ottenere dosi di farmaco puro, senza alcuna sostanza aggiuntiva
la realizzazione di un numero di capsule o bustine congruo alla durata della terapia
l’allestimento di un Farmaco non rinvenuto nel normale ciclo distributivo
Quali sono i dosaggi terapeutici del POTABA?
Il dosaggio è variabile in base al tipo di patologia e sarà il Medico a decidere quale sarà la dose più adatta per il caso in esame.
Normalmente l’organismo può tollerare un dosaggio fino a 3 grammi giornalieri, seppur in diversi studi sono stati sperimentati gli effetti del Farmaco con dosaggi ben superiori (fino a 12 g/die) oltre ai quali insorgono inevitabilmente effetti indesiderati (dovuti principalmente all’iperkalemia) che includono: nausea, vomito, ipoglicemia, disfunzioni renali ed epatiche.
L’uso del POTABA bustine a dosaggi minimi di 300-400 mg giornalieri, somministrati per almeno 7 mesi, sembra tuttavia già essere sufficiente nel contrastare l’infertilità femminile.
(http://www.babymed.com/blogs/sitesuper/what-paba-and-how-can-it-help-conceiving).
Un altro studio ha messo alla luce l’efficacia del PABA nell’infertilità ad un dosaggio ancora più basso, più precisamente di 100 mg suddivisi in 4 somministrazioni giornaliere: http://natural-fertility-info.com/paba-study-shows-75-success-rate.html.
Ѐ consigliabile assumere le capsule o bustine durante i pasti e ripartire la dose totale in 3 – 4 assunzioni giornaliere, in particolar modo quando sono prescritti dosaggi totali giornalieri molto alti (v. http://www.nutritional-supplements-health-guide.com/paba-side-effects.html).
L’assunzione del medicinale è sempre sconsigliata in gravidanza o durante la terapia con antibiotici sulfamidici o con trimetoprim (es. Bactrim®) o dapsone.
Per la realizzazione di bustine o capsule a base di potassio para-aminobenzoato è necessaria la presentazione di una ricetta medica ripetibile, valida sei mesi per un massimo di dieci preparazioni.
Il Potaba è un farmaco utilizzato nel trattamento di malattie della pelle e del muscolo, come dermatomiosite, o Malattia di la peyronie, contribuendo a rendere la pelle più flessibile ed evitando la formazione di placche di fibrosi. Il principio attivo in Potaba è il potassio P-amminobenzoato
Indicazioni di Potaba

Il Potaba è indicato per le malattie, come la sclerodermia, dermatomiosite, morfea, e sclerodermia lineare, pemfigo, Malattia di peyronie e fibrosi.
Modalità di utilizzo del Potaba

La modalità di utilizzo del Potaba consiste nella presa a 12 g al giorno, suddivise in 4 o 6 volte, dopo i pasti, in conformità con la guida di un medico. Nei bambini, il cui importo deve essere 220 mg di Potaba per Kg di peso corporeo del bambino, diviso in 4 o 6 volte, dopo i pasti.

Effetti collaterali di Potaba

Effetti collaterali di Potaba può essere anoressia, nausea, vomito, diarrea, febbre, vampate di calore, prurito, mal di testa e nervosismo.

Controindicazioni di Potaba

Il Potaba è controindicato in pazienti con ipersensibilità a qualsiasi componente della formula, così come nelle persone che stanno assumendo antibiotici e sulfamidici. Inoltre È controindicato nelle donne in gravidanza o in allattamento
la malattia di La Peyronie in fase conclamata si manifesta con una fase acuta e una fase di stabilizzazione. Nella fase di acuzie, in genere il paziente riferisce dolore spontaneo o all’erezione e curvatura del pene in erezione (meno di frequente anche in stato di flaccidità). 
Nella successiva fase di stabilizzazione il processo infiammatorio si risolve e da esito ad una placca calcifica inattaccabile dalla qualsiasi terapia medica. Ecco l’importanza della diagnosi precoce: questa permette infatti di instaurare una idonea terapia nella fase acuta, cioè con processo infiammatorio e cicatriziale ancora vivo, evitando la successiva formazione di una cicatrice stabile con il deposito dei sali di calcio.
Alla malattia di La Peyronie può associarsi un deficit erettile. Questo è dovuto sia all’effetto psicologico negativo (il dolore e la curvatura possono impedire gli atti sessuali), sia perché le modificazioni dei tessuti penieni che sono alla base della possibile causa dell'IPP sono in fondo gli stessi che conducono alle disfunzioni erettili organiche.
Attualmente la terapia non chirurgica dell'IPP prevede:
1) Terapia con farmaci per via generale. Per quanto riguarda l'uso di farmaci da assumersi per via orale o per via parenterale, non esistono protocolli standardizzati. Il farmaco più utilizzato è proprio la Vitamina E che attraverso un'azione eutrofizzante ed antifibroblastica, agisce positivamente sul rinnovamento cellulare.
2) Terapia con farmaci per via locale. Si possono attuare con infiltrazioni tramite siringa peri o intraplacca o mediante ionoforesi (per via transdermica, attraverso l'uso di una corrente elettrica). 
Come per la terapia farmacologica generale, anche quella locale è controindicata o al massimo inutile quando la malattia si è stabilizzata e la placca si è calcificata. I farmaci più utilizzati sono il Verapamil e i cortisonici, anche associati fra loro.
3) Con il termine di "terapie con mezzi fisici" si intendono quei trattamenti che utilizzano ultrasuoni o energie LASER. Sono forme di trattamento ben tollerate, senza effetti collaterali, ma che in fondo non è certo siano efficaci rispetto ai trattamenti tradizionali.
Tenga presente che viene segnalata in letteratura scientifica una possibilità di regressione spontanea della malattia con percentuali variabili dal 13 al 50 %, e che quindi risulta ancora più difficile una valutazione scientifica sulla reale efficacia dei vari trattamenti proposti. 
La terapia chirurgica viene riservata solo a quei pazienti con malattia stabilizzata (da almeno sei mesi-8 mesi-1 anno)) nei quali la curvatura è tale da compromettere la funzione sessuale (penetrazione in particolare). 
Quello che Le occorre è un Centro Andrologico altamente qualificato. Direi che un primo tentativo vale la pena farlo presso la Clinica Urologica dell'Università della città dove Lei risiede.


 
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