Se avete feedback su come possiamo rendere il nostro sito più consono per favore contattaci e ci piacerebbe sentire da voi. 
TIMOLO CRISTALLI A 38 EU IL KG

Il timolo, sotto forma di cristalli, è un principio attivo usato per combattere la varroa, è un prodotto naturale e per questo molto usato in apicoltura biologica, non è necessario stabilire un limite massimo di residui, in quanto si tratta di una sostanza del tutto innocua per il miele e non vi sono particolari rischi per il consumatore. A dosi elevate e continue nell'alveare, però, essendo liposolubile, può accumularsi nella cera e di conseguenza contaminare il miele da un punto di vista organolettico.
Si prepara sciogliendo la gomma di xantano in acqua con forte agitazione, dopo aver preparato il gel, si aggiunge il timolo in cristalli, si amalgama il tutto e si è pronti per il trattamento.
La dose per alveare è di 50 grammi per alveare (10 telaini coperti d’api), dopo 14 gg si può ripetere con altri 50 grammi, il gel si può somministrare direttamente sopra i telaini oppure su un adeguato supporto. Attenzione bisogna trattare contemporaneamente tutte le colonie dell’apiario, questo vale per tutti i prodotti al timolo, in quanto le bottinatrici degli alveari trattati, disturbati dal forte odore, possono fare deriva.
In caso di trattamento con temperature alte andrà verificato se aumentare di 1 o 2 grammi la gomma xantano per regolare l’evaporazione del timolo. Un appello agli apicoltori che volessero provare questa modalità di somministrazione del timolo: ATTENZIONE, QUESTA È UNA SPERIMENTAZIONE, rivolgetevi alle proprie associazioni per avviare una sperimentazione seria con il supporto dei tecnici apistici, è importante, in base al clima ed al periodo di somministrazione, calibrare la dose esatta della gomma xantano.
VARROA: COMPARAZIONE DI PRODOTTI A BASE DI TIMOLO
Proseguono i lavori finalizzati alla verifica e alla messa a punto dell'utilizzo 
del timolo nel trattamento tampone estivo contro la Varroa destructor.
Ecco i risultati delle prove condotte in Lombardia.
varroaA sperimentazione effettuata nell'estate 2001 si è posta, come obiettivo, di valutare l'efficacia di prodotti diversi a base di timolo, in commercio e di preparazione artigianale, per la lotta alla varroasi. La scelta del timolo è dettata da una parte dalle esigenze di mercato - mercato che predilige le produzioni biologiche - e dall'altra dal problema dei residui degli acaricidi e della resistenza degli acari agli stessi, problema superato con l'utilizzo di prodotti di origine naturale, quali, appunto, il timolo.
A tale scopo, sono state effettuate delle sperimentazioni in parallelo, con apiari posti nelle medesime condizioni ambientali, nel comune di Bressana (PV). Tutti gli alveari sono stati visitati nei giorni precedenti l'inizio delle prove, per valutarne lo stato sanitario e la forza delle famiglie, in modo tale da partire da condizioni il più possibile omogenee. Per valutare l'entità dell'infestazione da varroa, nei giorni precedenti si è osservata la caduta libera sul fondo dell'arnia. Si è stabilito di considerare validi quegli alveari che presentassero una caduta giornaliera libera di almeno 5 varroe. 
I protocolli di sperimentazione sono stati redatti con il contributo e l'approvazione dell'Istituto Nazionale di Apicoltura di Bologna.
- Verificare l'efficacia di apiguard spalmato in dose ridotta (secondo le nuove indicazioni della casa).
- Valutare eventuali danni o disturbi prodotti alle api.
Materiale e metodi
Le prove sono state effettuate su 10 alveari muniti di fondo a rete con cassettino per la raccolta e il conteggio delle varroe cadute. Il trattamento è stato effettuato due volte a distanza di una settimana. Il gel è stato spalmato su un supporto di plastica di dimensioni circa 10 x 10 cm.
La conta delle varroe cadute è stata effettuata al 3° e 7° giorno successivo al primo trattamento ed ogni 3 giorni dopo il secondo trattamento.
- Confermare l'efficacia del prodotto.
- Valutare eventuali danni o disturbi alle api.
Materiale e metodi
Le prove sono state effettuate su 10 alveari muniti di fondo a rete con cassettino per la raccolta e il conteggio delle varroe cadute. Una tavoletta del prodotto divisa in 3 parti è stata collocata sopra i telai del nido all'estremità dell'arnia. Il trattamento è stato effettuato 3 volte a distanza di 7 giorni. 
La conta delle varroe cadute è stata effettuata al 3° e 7° giorno successivo ad ogni trattamento.
TIMOLO-ALCOOL 
Scopi
- Confermare l'efficacia di una soluzione di timolo-alcool su cartoncino.
- Valutare eventuali danni o disturbi alle api.
Materiale e metodi
Le prove sono state effettuate su 10 alveari muniti di fondo a rete con cassettino per la raccolta e il conteggio delle varroe cadute. La soluzione è stata distribuita su cartoncino bianco vegetale svedese dimensioni 20x6cm diviso a metà prima di essere collocato nell'arnia. I due pezzi di cartoncino sono stati collocati sopra i telai del nido all'estremità di una delle due diagonali, alternativamente. 
Il trattamento è stato effettuato 3 volte a distanza di 7 giorni. La soluzione è stata così preparata (per un alveare per un trattamento): 10 gr di timolo in cristalli sciolti in alcool 958 (alcool per uso alimentare) portato a 20 cc. 
La conta delle varroe cadute è stata effettuata al 3° e 7° giorno successivo ad ogni trattamento.
Dopo 10 giorni dal termine dei trattamenti, tutte le famiglie sono state trattate, in assenza di melario, ripetutamente fino alla scomparsa totale delle varroe, con un acaricida di sintesi, contando le varroe cadute con cadenza settimanale. Per ulteriore garanzia si è effettuato un secondo trattamento di controllo con un diverso acaricida.
Risultati
I dati relativi ai diversi trattamenti sono riportati, al fine di consentirne il confronto, nel grafico 1. 
grafico 1 
Per la conta delle varroe sono stati posti, nei cassettini sul fondo delle arnie, fogli diagnostici adesivi, al fine di trattenere le varroe cadute ed evitare dunque una loro eventuale asportazione da parte di formiche, ecc.
Come si può notare da una prima visione del grafico, il livello di infestazione era piuttosto elevato nella maggior parte degli alveari. Nonostante ciò, l'osservazione delle colonie prima ed al termine delle prove ci permette di dire che le stesse erano in buone condizioni, intendendo con questo un elevato numero di api, covata compatta, assenza di sintomi da varroa ed in particolare da virosi (ali deformi). 
Al fine di garantire un trattamento di controllo efficace, al termine del primo controllo ne è stato effettuato un secondo, con altro acaricida (dati del 20/9). Si può osservare come nel secondo caso sia caduto ancora un elevato numero di varroe. Non è chiaro se ciò sia dovuto ad un mancato funzionamento del primo acaricida di controllo o piuttosto ad una reinfestazione degli alveari o ancora alla necessità di lasciare il prodotto per un tempo maggiore di quanto è stato fatto.
Nella tabella 2 sono riportati i dati medi riferiti ai tre trattamenti e al controllo.
calendario delle operazioni 
L'efficacia è stato calcolata dividendo la caduta con il trattamento in studio per la caduta complessiva.
tabella 3Come si può osservare, tutti i trattamenti in studio (Apiguard, Apilife Var e Timolo in alcool) hanno dato prova di un buon livello di efficacia. 
L'efficacia minore dell'Apiguard potrebbe essere giustificata dal minor numero di trattamenti effettuati (solo due nelle prime due settimana di prove). Nonostante ciò, anche nella terza settimana si poteva osservare, in quelle colonie, una elevata caduta di varroe (come se il prodotto fosse ancora attivo), anche se con andamento decrescente.

Considerazioni conclusive
Al termine delle prove, le famiglie si presentavano tutte in buono stato di salute.
grafici 1 2 3
L'utilizzo di Apiguard richiede l'individuazione di una modalità di somministrazione maggiormente precisa ed agevole. La somministrazione di Apilife Var si è rivelata tutto sommato la più pratica, una volta risolti i problemi di peso e di confezionamento. La preparazione dei cartoncini è veloce e sono sufficientemente agevoli da impiegare.
Dall'osservazione dei dati ottenuti possiamo affermare che tutte e tre i trattamenti a base di timolo (APIGUARD, APILIFE VAR, TIMOLO IN ALCOOL) hanno dimostrato una buona efficacia. La variabilità dei risultati negli alveari oggetto della sperimentazione è dovuta all'aspecificità del meccanismo d'azione del timolo. Tale fatto rende necessario da una parte l'individuazione di metodologie di impiego (periodo di utilizzo, dosi, modalità di impiego, ecc.) specifiche per i diversi ambienti, dall'altra, rimanendo comunque un certo livello di infestazione all'interno degli alveari, rende indispensabile il trattamento autunnale con acido ossalico. Allo stato attuale delle conoscenze, tuttavia, dobbiamo credere che oggi non esista strategia di lotta biologica contemporaneamente più efficace e più semplice di questa. 
Il lavoro dei prossimi anni, accanto a quello della ricerca genetica e di altri sistemi di lotta che purtroppo sono però ancora lontani dall'applicabilità, sarà volto all'affinamento delle metodiche di utilizzo del timolo e alla ricerca di nuove sostanze naturali efficaci contro la varroa.
INDICAZIONI PER L'INTERVENTO ESTIVO DI LOTTA ALLA VARROA

L'Apis n.5 - 2003

Ci stiamo avvicinando al periodo estivo, momento fondamentale per la lotta alla varroa. Proponiamo, come d'abitudine, le indicazioni operative, accompagnate dalle necessarie considerazioni sulle variabili ambientali, per affrontare razionalmente e tempestivamente l'acaro.

Nel periodo estivo la lotta alla varroa entra nel vivo. E', infatti, di fondamentale importanza intervenire con il trattamento TAMPONE. L'obiettivo è affrontare una situazione che, se non considerata in tempo utile, rischia di diventare critica. L'infestazione di varroa raggiunge, appunto, nel periodo estivo un livello tale da compromettere lo sviluppo futuro dell'alveare. Ci accontentiamo con questo intervento di riportare il numero di varroe ad una soglia accettabile (alcune decine), rimandando al TRATTAMENTO RISOLUTIVO autunnale il compito di azzerarle completamente o quasi. Il periodo consigliato in cui intervenire, in particolare nelle zone a clima continentale, è agosto, meglio se con avvio dei trattamenti all'inizio del mese.
Con quale prodotto? La scelta deve tenere conto di diversi fattori tra i quali principalmente ricordiamo: il rischio di comparsa di fenomeni di resistenza della varroa, l'inquinamento che può comportare l'uso di alcuni principi attivi e la presenza di covata.

Timolo
E' il principio attivo che la Commissione Sanitaria U.N.A.API., anche per quest'anno, ritiene basilare. L'annata trascorsa ha posto in evidenza un aspetto di rilevante importanza e che merita di essere sottolineato. L'azione del timolo, come più volte ricordato, è strettamente legata alle temperature ed all'umidità. Il principio attivo per funzionare adeguatamente richiede non solo temperature giornaliere almeno sui 30 gradi, ma anche temperature notturne non basse. Inoltre quanto minore è l'umidità tanto maggiore è l'evaporazione. L'estate scorsa, almeno al nord, è stata invece fresca ed umida, condizioni non favorevoli all'ottimale efficacia del timolo. Problemi grossi? Solo se non si è riusciti a pulire a fondo gli alveari nel periodo autunnale. Chi invece ha potuto operare bene nell'autunno precedente avrà notato solo una maggiore caduta di acari in occasione del successivo trattamento con l'ossalico, senza che le api abbiano patito particolari conseguenze. Questo conferma la stretta interdipendenza tra il trattamento estivo e quello autunnale: non si può valutare la riuscita di uno se non alla luce dell'esito del trattamento precedente. Ribadiamo da tempo che il trattamento con timolo funziona su livelli di infestazione non superiori alle 2000-3000 varroe.
Cartoncini impregnati di timolo utilizzati in una delle sperimentazioni in corsoC'è chi avanza un sospetto di insorgenza di resistenza della varroa al timolo, almeno in determinate zone d'Italia. La Commissione Sanitaria dell'U.N.A.API., a tal proposito, ha organizzato in collaborazione con istituti di ricerca prove di efficacia finalizzate alla verifica di tale ipotesi, al momento ritenuta assai improbabile dai ricercatori.
E' possibile utilizzare timolo sia in preparati commerciali che in formulati casalinghi. La Commissione Sanitaria dell'U.N.A.API., in collaborazione con svariate associazioni apistiche territoriali, ha messo a punto diverse prove, con relativo protocollo, per testare le diverse modalità di somministrazione del timolo.
Attualmente il timolo è disponibile in due prodotti commerciali: API-LIFE-VAR e APIGUARD.
L'API-LIFE-VAR è costituito da tavolette di materiale inerte (Oasis) impregnate di timolo, mentolo ed eucaliptolo. Per ogni alveare si impiega una tavoletta, divisa in tre-quattro parti, posizionate sul listello portafavo. Si devono effettuare tre interventi a distanza di 6-7 giorni (più caldo c'è, minore deve essere l'intervallo). Per ogni alveare si effettuano tre somministrazioni e si usano, quindi, tre tavolette. E' indispensabile rimuovere i residui delle tavolette alla fine dell'ultimo intervento. 
L'APIGUARD è un gel brevettato, la cui formulazione consente di rilasciare il timolo gradualmente. Viene commercializzato dalla ditta VITA EUROPE sia in vaschette che in secchielli. 
Vaschetta: il trattamento da applicare ad ogni alveare consta di 2 somministrazioni, impiegando ogni volta una vaschetta di Apiguard, a distanza di due settimane. La vaschetta deve essere aperta e posizionata sui telaini di covata. Andrà sostituita con una seconda vaschetta dopo due settimane, se vuota, altrimenti si lascia la vaschetta nell'arnia fino a che il gel non è completamente scomparso. Il prezzo è elevato e… la vaschetta, richiudendo il coprifavo, viene schiacciata dallo stesso, rendendo necessario creare uno spazio, ad esempio capovolgendo il coprifavo se dotato di telaio. 
Secchielli: si tratta di secchielli contenenti kg 3 di gel, sufficienti per 60 alveari. Il gel andrà spalmato su di un supporto (cartone, plastica…) delle dimensioni di 10x20 cm su cui si stenderanno 25 g di Apiguard. Il trattamento consta di 2 somministrazioni ad alveare ad intervalli di una settimana (N.B. l'applicazione diretta sotto il coprifavo è assolutamente sconsigliata in quanto, in presenza di alte temperature, si sono verificati effettivi negativi sulle colonie trattate). Rispetto all'API-LIFE-VAR va segnalato il vantaggio di richiedere due soli interventi e di non dover procedere alla finale rimozione di residui di prodotto; per contro ogni singolo intervento è assai più laborioso e lento, richiedendo una preventiva preparazione di idonei supporti e la necessità di stendere il prodotto sugli stessi; operazione, quest'ultima, che può essere condotta solo al momento dell'utilizzo.
Alcune considerazioni conclusive sul timolo. Il trattamento è efficace anche in presenza di melario purché il prodotto venga posizionato fra nido e melario. In molti aerali in agosto non c'è raccolto ed il melario può essere tolto. Fanno eccezione le zone con importazione di melata e, più raramente, solidago ed erba medica. In questi casi l'uso dei melari dovrà essere finalizzato o alla costruzione di fogli cerei o alla produzione di miele per l'alimentazione delle api.
L'ApiLifeVar: uno dei prodotti base per il trattamento tamponeCon i trattamenti a base di timolo è importante ricordare che, per limitare i rischi di saccheggio, occorre trattare contemporaneamente l'intero apiario, che la forza delle famiglie deve essere omogenea e che durante il trattamento è da evitare il cambio di regine.
La Commissione Sanitaria U.N.A.API sta sperimentando nuove modalità di somministrazione del timolo (cartoncini impregnati o, semplicemente, timolo in cristalli sciolto in capsule (da vaso) e come tale inserito nel nido). 
Apistan
E' oggi nuovamente proponibile, almeno per chi non conduce una apicoltura biologica. Sono però necessarie alcune considerazioni. Alla base del suo possibile riutilizzo è la certezza della regressione della resistenza della varroa al fluvalinate sul territorio in cui si opera; solo un'accurata indagine di campo, condotta da Istituti di ricerca qualificati, può sgombrare il campo da ogni dubbio. Se, e solo se, la farmacoresistenza è regredita, l'Apistan può essere utilizzato e per un solo anno; il riaffermarsi della resistenza è, infatti, velocissimo (potrà, poi, essere riproposto trascorsi alcuni anni). E' fondamentale a questo punto essere tutti d'accordo sull'anno in cui utilizzarlo e ciò è possibile se esiste il coordinamento dell'associazione e se le indicazioni fornite vengono seguite… Non è facile! Restano comunque più che note le problematiche connesse ai residui del piretroide nella cera, ben verificate e conosciute a chi oggi si cimenta nella difficile ricerca di cera esenta da residui. 

Si arricchisce la gamma degli acaricidi a base di timolo impiegati nella lotta alla varroa
logoA partire dalla seconda metà del mese di marzo, sarà disponibile anche in Italia il THYMOVAR®.
Il prodotto, messo a punto dalla Casa farmaceutica svizzera BioVet, sarà distribuito in Italia dalla Filozoo srl di Carpi (MO) in confezioni contenenti dieci strisce di cellulosa impregnate di timolo.
Il preparato, da impiegare nel periodo estivo in fase di post-raccolto, non lascia residui nel miele e nella cera e può essere impiegato anche negli allevamenti condotti secondo il metodo biologico.
Viene quindi integrata la Tabella degli acaricidi consentiti in Italia nel 2012, lavoro risultato della collaborazione dei gruppi di lavoro sul farmaco e in materia di apicoltura attivati presso la FNOVI, che aggiorna i medici veterinari apistici sulla varietà di prodotti a disposizione per la lotta alla varroatosi.

Metodo "Oliverio" per la lotta alla varroa.

TELAINO TOT3 ED ARNIA "OLIVERIO" PER IL TRATTAMENTO ANTIVARROA AL TIMOLO.


Dopo due anni di esperienze, e con vari prototipi utilizzati (vedi Apitalia n°6 del 1997). E' stato presentato alla fiera APIMEL di PIACENZA 6/8 Marzo 1998 il TELAINO E L'ARNIA per il TRATTAMENTO AL TIMOLO. Questo telaio è fatto in modo che può contenere nella testa una dose di TIMOLO IN CRISTALLI Tipo FU - BP - USP Titolo 99% Punto di Fusione 48/51°C
Punto Ebollizione 233°C. di 12-14 g. I vapori degli olii essenziali prodotti dalla sublimazione del Timolo fuoriescono da due scanalature interne, presenti nella parte bassa della testa del Telaino e nella stecca estraibile fatte in modo da ridurre la propensione delle api a propolizzare quando la sublimazione del Timolo aumenta con l'aumentare della temperatura all'interno dell'arnia. Questo telaino offre indubbi vantaggi nel combattere la varroasi sia in modo Biomeccanica che in modo Biologico essendo il timolo un prodotto naturale .
1) La parte sottostante del telaino sotto la Testa al Timolo è vuota senza fogli cerei e divisa in tre parti uguali, questo durante il periodo di presciamatura permette alle api di costruire i favetti a celle di fuchi e quindi concentrare la maggioranza delle celle da fuchi in un solo telaino e di conseguenza la maggior parte delle varroe esposte direttamente ai vapori di Timolo,prediligendo le stesse la covata maschile per i motivi che ogni apicoltore conosce bene.
2) La pulizia pressoché totale degli altri favi da nido dalla presenza di covata da fuco.
3) L'eliminazione dei primi favetti costruiti nel telaino al Timolo da fuchi se si vuole attuare la lotta Biomeccanica ( con l'eliminazione dei favetti diventati Trappola, cioè opercolati di covata maschile) contro la Varroasi.
4) La facilità con cui si può trattare un alveare,in tutto il periodo dell'anno senza dover variare l'assetto dell'arnia, è senza tirar fuori i favi, basta aprire il cassettino ed inserire la dose di Timolo di 12g. se non presente perché è sublimato tutto.

L'ARNIA
L'arnia è una D. B. modificata con fondo antivarroasi retro apribile, il diffusore del Timolo è alloggiato nella parete interna del retro arnia. Quest'arnia permette di fare il trattamento con il Timolo in tre minuti circa, è in presenza anche di melari ( visto che il Timolo non lascia residui significativi nel miele) in casi di necessità ed urgenza di trattare per una reinfestazione che succede sempre nel periodo di raccolta quando non è possibile usare prodotti chimici. Il diffusore del Timolo può essere preparato prima in magazzino, a casa, in aviario,ecc. E' quindi inserito nell'arnia al momento della visita. Si può immaginare l'indubbio vantaggio per chi ha moltissime arnie, il tempo è ridotto al minimo indispensabile.Il sistema può essere applicato anche a vecchie arnie con una modifica alle stesse, non molta onerosa in confronto al vantaggio che offre.

 
 Noleggiamo i seguenti articoli:
 
Letti ortopedici, Sponde ribaltabili, Asta solleva malato, Carrozzine fisse, Carrozzine pieghevoli per adulti, Carrozzine pieghevoli da bambini, Deambulatori, Montascale, Stampelle, Magnetoterapia, 
Ultrasuoni, Tiralatte,
Bilance pesa neonati
Cyclette, Sollevatori idraulici, Aerosol, Asta porta flebo.
 
CHIEDI INFORMAZIONI

FARMACIA TOLSTOJ  VIA TOLSTOI 17 20146 MILANO P.IVA 09278610969
  Site Map